100% degli autobus elettrici e lotta ai “portoghesi” sui mezzi pubblici

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A Padova il trasporto pubblico ha conosciuto una vera e propria rivoluzione in questi ultimi tempi.

La fusione tra Aps e Bus Italia, datata 2015, ha comportato alcune modifiche delle linee dei bus, non sempre riuscite.

Massimo Bitonci, sindaco di Padova all’epoca della fusione, commenta così la scelta presa, rivendicandone necessità e bontà, insieme: “Siamo coscienti del fatto che la fusione abbia creato dei disagi al settore trasporti cittadino e quindi ai padovani, ma è importante capire quanto questa operazione – sistematicamente procrastinata dalle passate amministrazioni – fosse necessaria per permettere al Comune di mantenere il controllo sul trasporto pubblico in città, calmierando i prezzi ed impedendo rialzi prezzolati: sono trascorsi quasi due anni dalla fusione e il costo del biglietto non è stato aumentato di un centesimo, è sempre fermo a 1 euro e 30 per le corse urbane e 1,50 per quelle suburbane. Per altro le due società nate dalla fusione, Aps Holding e BusItalia Veneto Spa, sono entrambe in utile: altro segnale importante di un’amministrazione virtuosa”.

A questo proposito va segnalato che la decisione recente di Bus Italia di assumere vigilantes armati a bordo dei tram cittadini (a partire dall’8 maggio), nasce da lontano, e cioè dalla volontà della stessa amministrazione Bitonci di contrastare i “portoghesi” a bordo, che con il loro “free-riding” danneggiano l’intero settore dei trasporti pubblici, costretto a sostenere spese senza avere in ritorno ricavi.

Questa volontà era stata ribadita anche nel programma, recentemente presentato dalla Lista Bitonci.

Il candidato sindaco poi spiega alcuni progetti già avviati durante il periodo a Palazzo Moroni, relativi alle innovazioni da portare al trasporto pubblico cittadino:

“L’intenzione è innanzitutto quella di sostituire ogni singolo autobus padovano non alimentato ad energia pulita con un analogo mezzo elettrico, riducendo così una porzione significativa delle emissioni di CO2 che avvelenano l’aria della nostra città.
Sempre gli autobus elettrici andranno poi a sostituire il tram sia lungo la l’unica linea ad oggi esistente (Pontevigodarzere-Guizza) che lungo quelle Sir 2 (Sarmeola-Ponte di Brenta) e Sir 3 (Stadio Euganeo-Voltabarozzo), progettate in passato e mai realizzate, che rappresentano oggi un’imprescindibile esigenza per la comunità.

La scelta di puntare sui bus elettrici piuttosto che sul tram è dettata da una serie di ragionamenti di breve e lungo termine:
– innanzitutto il modello utilizzato a Padova per la Linea 1 del tram (Pontevigodarzere-Guizza) è vecchissimo (tanto da essere stato posto fuori produzione dall’azienda d’origine) e bisognoso di costante manutenzione;
– oltre a questo, il costo per la realizzazione di una singola linea del tram ammonta a circa 100 milioni di euro. Quello di una linea di bus elettrici, invece, ad un quinto: circa 20 milioni di euro per un servizio analogo ed anzi, più moderno. Un bel risparmio per le casse pubbliche;
– in terzo luogo, la possibilità di risparmiarsi l’installazione di una rotaia rende l’intera operazione meno impattante da un punto di vista ambientale.
Ma non solo; renderà anche la viabilità meno problematica: a quanti incidenti provocati dalla rotaia siamo stati costretti ad assistere nel corso degli anni? A quanti inconvenienti sono dovuti andare incontro ciclisti e centauri?

Di tutti questi argomenti parleranno il candidato sindaco, Massimo Bitonci, e il presidente di Bus Italia Veneto, Ludovico Mazzarolli, nel corso di una conferenza fissata per il 20 maggio, alle 12, presso il quartier generale di Bitonci dell’Arcella (via Tiziano Aspetti, 246– di fronte alla fermata del tram, San Carlo).

 – Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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