Una vergogna i tunisini a Brusegana

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FONTE: MATTINO DI PADOVA – 8 giugno 2011

«UNA VERGOGNA I TUNISINI A BRUSEGANA»
“E’ una vergogna, adesso daranno i 40 euro al giorno anche a questi tunisini che non sono certo persone in fuga dalla guerra”. La decisione del soggetto attuatore veneto per l’emergenza profughi, il Prefetto di Venezia Luciana Lamorgese, di destinare lunedì pomeriggio una ventina di tunisini al centro di prima accoglienza di Brusegana ha scatenato la reazione dell’onorevole-sindaco Massimo Bitonci che ieri non ha perso tempo ribadendo “Una volta di più il no senza se e senza ma all’accoglienza dei profughi nei comuni dell’Alta – assicura il primo cittadino di Cittadella – Nei giorni scorsi con tutti i sindaci del distretto abbiamo votato all’unanimità una risoluzione che sancisce l’assoluta indisponibilità fisica ed economica all’accoglienza”.
L’arrivo a Brusegana dei 20 tunisini dotati di permesso di soggiorno a scopo umanitario e non richiedenti lo status di profughi rischia di essere un perfetto assist agli esponenti ed amministratori della Lega: “Vorrei sapere se anche per questi è previsto il contributo di 40 euro giornalieri. Già destinarli ai profughi è una vergogna nei confronti dei nostri concittadini – sbotta Bitonci – Tutti i giorni riceviamo nei nostri municipi persone che hanno perso il lavoro che non riescono ad arrivare a fine mese e che hanno famiglie da mantenere. Non abbiamo risorse economiche per aiutarli, ci facciamo in quattro per trovare una soluzione lavorativa e non sempre ci riusciamo. Cosa dovrei dire a queste persone? Che il Governo ha stabilito di stanziare 40 euro al giorno per i libici e che adesso anche i clandestini tunisini vengono accolti? Io a questo gioco non ci sto. Dove comando io, decido io cosa fare e a Cittadella di profughi non ne voglio”.
Bitonci è un fiume in piena, la mossa di trasferire i tunisini respinti dalla Francia a Brusegana ha ridato vigore alla sua tesi: “Ma non doveva essere un centro di prima accoglienza per chi scappa dalla guerra? E poi intendiamoci profughi libici o tunisini regolarizzati a scopo umanitario per sei mesi sono la stessa cosa – spiega Bitonci – Smettiamola con questa ipocrisia della distinzione”.
L’onorevole del Carroccio fa un paragone con i moltissimi altri casi di sfollati ed emigrati dai paesi in guerra: “Qualcuno deve spiegarmi come mai fra i cosiddetti profughi libici ci sono praticamente soltanto uomini e la maggior parte sono giovani. Dove sono le loro donne, i loro figli, i parenti anziani? Mi sarei aspettato di vedere soprattutto famiglie. Un padre si preoccupa prima di mettere al sicuro la parte più debole della famiglia, non se ne va in Italia, lasciando moglie e figli sotto le bombe. Siamo proprio sicuri che siano profughi in fuga dalla guerra? O è soltanto un pretesto?”.
Ammesso che l’ipotesi dell’onorevole sia corretta verrebbe da pensare che se il Prefetto proponesse al distretto dell’Alta Padovana di accogliere nuclei familiari il “no” incondizionato potrebbe essere rivisto: “Assolutamente no – conclude Bitonci – Perchè in questo momento non c’è chiarezza, non accoglieremo nemmeno le famiglie. Anche perchè terminata l’emergenza chi dovrà farsi carico di queste persone? I comuni no di certo, non ne abbiamo le risorse e quelle poche che ci sono vanno ai nostri concittadini”.

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