Terranegra senza l’Antenna

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Giornata intensa quella del 4 aprile, per Massimo Bitonci.

Di buona mattina subito al mercato dell’Arcella, a parlare con le persone, a stare in mezzo alla gente…

Poi alle 11 la conferenza stampa sui dati floridi del turismo che cresce, in città.

Alla sera un nuovo incontro, a Santa Rita, con sostenitori e residenti di questo spicchio residenziale padovano appena oltre le mura; ma prima di quello… l’appuntamento forse più importante del giorno: con il Comitato No Antenna di Terranegra.

Del traliccio installato dal proprietario di Radio Birikina, Roberto Zanella, con la complicità di Dino Scantamburlo, presidente della SPES e membro del PD padovano, si è già detto tra queste pagine.

Dell’incontro tra il candidato sindaco, Bitonci, e il gruppo di attivisti ancora no e queste poche righe vogliono essere cronaca dei fatti occorsi appunto ieri, in un ufficetto piccino picciò di via Tiziano Aspetti.

Faccia a facce

Il Comitato, composto da cinque residenti del quartiere di Terranegra, ha inizialmente ribadito le proprie perplessità nei confronti del maxi-traliccio. Pur avendo ricevuto alcune rassicurazioni per quanto riguarda la pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai ripetitori, installati sull’antenna, il Comitato ha sottolineato quanto sia deturpante – alla vista – questo gigante d’acciaio piantato nel mezzo di una delle aree più verdi e gradevoli della città.

Trova l’intruso…

Bitonci ha condiviso la loro indignazione ed ha fatto alcune proposte pratiche, per superare un impasse che dura ormai da mesi e mesi.

“Non credete alle facili promesse di chi vi dice: votate per me e la sposterò in pochi giorni. La questione è delicata, e come al solito a complicarla ci sono i soldi. La SPES di Scantamburlo non si è fatta scrupolo di cedere il proprio terreno in affitto ben conoscendo il progetto di Zanella e lo ha fatto per pochi spicci, ottomila euro l’anno di canone di locazione.

Una volta bastavano trenta denari…

Ora, spostare il traliccio è possibile, anche perché alcuni mesi fa – da sindaco – avevo trovato un terreno (in zona industriale) su cui trasferirla gratuitamente. Zanella non dovrebbe pagare un soldo dunque e risparmierebbe anche sull’affitto che attualmente corrisponde alla SPES.

Il tradimento di novembre e la caduta della mia giunta hanno congelato la trattativa, fatto sta che quel terreno c’è ancora ed è pronto ad ospitare l’antenna. Tra l’altro in zona industriale c’è tutto un piano dedicato a una trasformazione tecnologica dell’area e il discorso dell’antenna potrebbe rientrare in questa logica di creazione di nuove infrastrutture.

Se non altro, in zona industriale, l’antenna sarebbe più a suo agio… più tono su tono, come

A questo punto mancano due cose: la disponibilità del proprietario (Zanella) a spostare il traliccio e i soldi per farlo, perché sicuramente (e comprensibilmente) lui non vorrà rimetterci da questa storia.

Per quanto riguarda Zanella – che già avevo contattato, all’epoca – mi impegno senz’altro a ristabilire un canale di comunicazione stabile con lui, e a fare tutto il possibile per persuaderlo verso una decisione che conviene a tutti, anche a lui stesso.

L’antennone è brutto, però anche il ponte non scherza…

Per quanto riguarda il denaro: il Comune quei soldi non li può dare direttamente, ma senz’altro può – grazie alla propria autorevolezza, garantita dall’affidabilità del sottoscritto… può cercare dei finanziatori: penso a un gruppo di aziende interessate a investire qualche migliaio di euro l’una in un’operazione che, di fatto, genererebbe per loro un grosso ritorno in termini di immagine e di vicinanza ai temi ambientali, green…

Suggerisco quindi al Comitato di costituirsi in Fondazione – magari una fondazione di scopo – così da poter racimolare le donazioni necessarie allo spostamento.
Io, Massimo Bitonci, sarei il primo sottoscrittore di quel fondo, perché io stesso sono stato profondamente e negativamente colpito da questa vicenda. Purtroppo è stato qualcosa che è passato sopra la mia amministrazione, senza che ci fosse dato il tempo di reagire, come invece abbiamo fatto efficacemente al Basso Isonzo, quando anche lì è emerso il progetto di un gestore telefonico di installare un antennone-ripetitore.

La SPES ha un cda eminentemente politico e al suo interno, all’epoca, non c’era nessun membro vicino alla nostra area politica. É stato uno dei tanti giochetti che si fanno a quei livelli, purtroppo, alle spalle dei cittadini”.

Positiva l’impressione del Comitato, che a seguito dell’incontro ha rilasciato questa dichiarazione, per bocca di un suo rappresentante, Matteo Soranzo: “Abbiamo già riferito a tutto il Comitato di aver preso atto positivamente di questo impegno di Massimo Bitonci nel voler trovare una via d’uscita, seppur complessa.

Auspichiamo che possa usare la sua forza di persuasione nei confronti di Zanella, per arrivare ad una soluzione che costituirebbe una vittoria per tutti: per il Comitato, che farebbe prevalere l’interesse dei cittadini; per Massimo Bitonci, che dimostrerebbe di essere al fianco dei residenti; perché no, anche per Zanella, che ne uscirebbe con un’immagine sicuramente positiva”.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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