Sorpresa!

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La lista civica “arancione” è stata la vera sorpresa di questa tornata elettorale.

In andata e in ritorno.

Se erano in pochi davvero ad attendersi un risultato così eclatante (22%, il candidato PD è andato poco sopra e a lungo, durante lo spoglio, ha temuto il sorpasso) e trasversale, ancora meno – tra chi ha offerto il proprio voto a questo “vento nuovo” della politica cittadina… ancora meno insomma si attendevano di trovare certi nomi clamorosamente politici, camuffati nel mezzo indistinto ed entusiasta di giovani e meno giovani neofiti del “politicare”.

Rimaste sapientemente nelle retrovie, alcune vecchie conoscenze della scena politica padovana, hanno raccolto centinaia di preferenze tra gli strati più politicizzati dell’elettorato dell’estrema sinistra, raggiungendo i numeri che permetteranno loro di sedere nel Consiglio Comunale, durante la prossima legislatura, e prendere decisioni che cambieranno il volto della città – se non ci sarà una maggioranza forte e di indirizzo diverso, pronta a fermarli.

Chi sono?

Scopriamolo assieme.

Daniela Ruffini: politica navigata (altro che civica…), viene da Rifondazione Comunista ed è già stata Assessore al Sociale. In quel ruolo ha dato il via libera all’assegnazione di alloggi popolari ai clandestini – invece che ai padovani, come fatto dall’amministrazione Bitonci. È a favore dell’accoglienza diffusa e della edificazione di moschee nei quartieri della città.

Nicola Rampazzo: attivista dei centri sociali, militante del C.S.O. Pedro, è su posizioni estremistiche in fatto di immigrazione, legalizzazione delle droghe, occupazione degli spazi privati… Ha occupato abusivamente diverse abitazioni private e ha istigato a farlo, come pratica diffusa.

Roberto Marinello: militante della sinistra estrema, membro di Potere Operaio durante gli Anni di Piombo (Pot. Op. era un’organizzazione eversiva fondata – tra gli altri – dal “Cattivo Maestro”, Toni Negri.

E altri ancora, come Marta Nalin, appartenente al partito Sinistra Ecologia Libertà, che ha fatto di temi come i matrimoni omosessuali il centro della propria proposta politica.

Senza contare gli Zanonato e i Bettin, gli Ivo Rossi, i Saia, le Degani… tutti uniti in un pasticciaccio brutto che è un improbabile patto per le poltrone, fatto alle spalle dei padovani.

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