Sinistra padovana e bugie: una storia d’amore

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La campagna di alcuni candidati a Palazzo Moroni si sta dimostrando fondata su una precisa strategia di demolizione del favorito, il sindaco uscente, Massimo Bitonci.

E vabbè, è chiaro che sia così e la politica è un grande gioco e la comunicazione e twitter e gli account e la stampa di parte e gli amici di amici…

Ce ne sono quante ne vuoi di lezioni su come plasmare l’opinione pubblica, come questo articolo pubblicato da Quorum, l’azienda di comunicazione che sta dirigendo la campagna di uno dei candidati della sinistra, passo per passo, parola per parola, come se presentarsi come candidato sindaco equivalesse a vendere un succo di frutta o un paio di jeans: ogni dichiarazione uno slogan, ciascuna parola una marchetta artificiosamente studiata per entrare nella testa. Niente sincerità, un continuo artificio, tre mesi interi di fuffa.

Epperò…

Però poi ci si scontra inevitabilmente con il reale, il passato, l’esperito, il già visto e il già vissuto e allora certi partiti possono anche mutare forma senza cambiare la sostanza, mandare avanti volti differenti rispetto a quelli che se ne restano poi nell’ombra (sempre gli stessi), a tessere le vere trame nelle stanze dei bottoni, nelle house of cards della nostra patavina provincia…

E possono stare ore, giorni, mesi, anni a contarcela su quanto la città sia logora e le politiche sbagliate e le congiunture storiche e la speranza, Obama, gli alberi, la resistenza, il cambiamento…

Ma a governarla – ‘sta benedetta città – se ti guardi bene indietro ci sono stati loro, e per vent’anni interi, non per due giorni soltanto.

Chi ha memoria ricorda le cose che sono successe in quel ventennio e per chi non se lo ricordasse, tranquilli, ci si pensa noi.

Metti questo ritaglio di giornale (Mattino di Padova) del 7 gennaio 1994: il sindaco era – indovina? – Flavio Zanonato e scorrendo tra le righe ci ritrovi alcune cose che ti fanno riflettere.

Seconda colonna: “Il cavalcavia della stazione è diventato il punto fermo per decine e decine di extracomunitari nullafacenti. Non è raro vederli scambiarsi bustine o fare a botte”.

Ma non diceva, proprio in questa campagna, qualche candidato di sinistra e su suggerimento dello stesso immortale Zanonato, che del Cavalcavia Borgomagno ne farà un bijoux? Ma non poteva farlo direttamente Zanonato vent’anni fa, scusa?

Proseguiamo, terza colonna: “Il cavalcavia […] presenterà con ogni probabilità uno spettacolo peggiore con la stagione calda, durante la quale molti senzatetto abitualmente si accampano sui prati circostanti”.

Gli stessi prati che invece l’amministrazione Bitonci ha trasformato in parco per bambini con sorveglianza preposta, recintandolo e disponendo che venisse chiuso di notte per evitar bivacchi e degrado.

E ancora, ultima colonna: “Santoro si è detto disponibile a far pressione presso le autorità comunali perché provvedano all’illuminazione”.

Sì, proprio quell’illuminazione che sempre i “sinistri sei” promettono e giurano e spergiurano, una volta eletti.

Infine: “Infine è stata sottolineata la necessità di dare il via all’istituzione di una già auspicata polizia municipale distaccata permanente all’Arcella”.

Quella stessa nuova sede distaccata che l’amministrazione Bitonci ha disposto e anteposto a molto altro e che verrà inaugurata tra poco, ai primi di maggio.

Insomma, altro che post-verità…

Ma si sa, e lo diceva anche qualcuno in un’epoca a noi ormai lontana: “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.

Ma era 1984 quello, al 1994 mancava ancora un po’.

 – Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

 

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