Sì ad integrazione e sicurezza. No a degrado e clandestini

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C’è un fraintendimento comune che va smontato, smantellato, smitizzato.

Massimo Bitonci non si oppone al fenomeno dell’immigrazione.

Massimo Bitonci – come buona parte della società civile con lui, d’altronde – si oppone al modello di accoglienza che si è applicato sinora in Europa e che mostra, evidenti, i segni del fallimento.

Sono tantissime le persone che dai Paesi del mondo povero vogliono raggiungere l’Italia, la Germania, la Francia… persone quasi sempre disperate – siamo d’accordo – che fuggono da situazioni che vanno dal problematico al tragico e che se potessero farlo, resterebbero a casa loro.

Questo non è in discussione.

Il problema, piuttosto, è: quante persone accolte possiamo effettivamente integrare nella nostra cultura, nella nostra società, nella nostra economia?

Non è accogliendo indiscriminatamente tutti coloro che vogliono entrare nel nostro continente, nel nostro Paese, nella nostra città… non è così che riusciremo ad aiutarli, perché poi queste persone verranno abbandonate a loro stesse, finiranno a mendicare o a rubare o ad alimentare tutta quella teoria di traffici illeciti che purtroppo conosciamo bene.

E oltre al danno per loro, c’è quello per noi, che vediamo il degrado crescere, assieme ai rischi. Perché l’emarginazione genera i ghetti e i ghetti generano il radicalismo e il radicalismo genera i mostri.

Quello che possiamo fare, invece, è lavorare per integrare chi è già qui. Sono tantissimi, sono già troppi, non c’è spazio per altri.

Padova ha già dato.

In una recente intervista, Papa Francesco ha ribadito lo stesso concetto: “Non si dovrebbero mai accogliere più persone di quelle che si possono integrare”.

E allora sia chiara una cosa, bando ai buonismi e ai populismi e a tutti gli altri “ismi” ideologici che troppo spesso falsano e confondono il dibattito pubblico: Massimo Bitonci si oppone a una forma evidentemente sbagliata di accoglienza, si oppone a nuovi arrivi in città (a meno che non si tratti di famiglie, donne, minori che fuggono dalla guerra) e vuole impegnarsi per rendere Padova finalmente una città davvero accogliente: dove non ci sia spazio per la delinquenza e il degrado, dove chiunque – indipendentemente da luogo di provenienza e colore della pelle – possa vivere in maniera onesta e dignitosa, in comunità con gli altri.

É difficilissimo, certo, ma è l’unica strada possibile.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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