2014-2017. Quant’è cambiata la Stazione in questi tre anni?

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Ma com’è cambiata poi la zona della Stazione in questi tre anni?

A sentir gli uni moltissimo, a sentir gli altri per niente – anzi, anzi… direbbero.

È più facile rendersi conto della verità, dello stato reale delle cose, passeggiando in prima persona per quella che è per antonomasia (e non certo solo a Padova) la prima area critica della città.

Attorno alle stazioni si concentrano i maggiori movimenti di persone e basta poi presentarsi di fronte ai binari la mattina, intorno alle 8, per rendersi conto di quanta gente, pur non vivendo a Padova, visiti la città (per lavoro, studio, salute, piacere…) ogni singolo giorno che Dio ha messo sulla terra.

In mezzo a queste decine di migliaia di anime, di vite, di storie c’è anche un’umanità negletta che vive d’espedienti o se ne serve per i propri comodi e non è facile, non è certo facile scovarla, contrastarla, punirla.

Occorre provarci, però, questo sì.

E i modi per farlo son vari, perché una città non è fatta di compartimenti stagni e allora il tema della sicurezza può essere affrontato di pari passo con la cultura, l’arte, lo sport, la viabilità…

È per questo che l’Amministrazione Bitonci non ha semplicemente adottato provvedimenti di vigilanza e repressione diretti, in quest’area, ma ha anche ampliato lo sguardo e il pensiero.

Ha sì spinto luoghi di risaputo malaffare alla chiusura – il tristemente noto Punto Snai di Piazzale Stazione, su tutti…

E chi l’ha detto che vince sempre il banco?

ha sì imposto la serrata dei locali della zona alle otto di sera – per evitare la vendita d’alcolici oltre una certa ora, per agevolare la vigilanza, per assicurare un minimo di quiete pubblica ai residenti – ma ha anche ripristinato la viabilità lungo il piazzale, di modo che maggiore flusso di persone e maggiore illuminazione disturbassero gli spacciatori, i ladri, i malviventi in genere.

Fino a tre anni fa lì sopra non ci passavano manco i pedoni…

Ha pensato poi alla riqualificazione dell’area: con la trasformazione dello spazio verde del Cavalcavia Borgomagno, un tempo accampamento per sbandati di sorta, in un giardinetto per bambini, con tanto di giostre e recinto aperto alla mattina e chiuso alla sera.

Ad esempio.

E poi con il progetto – fermato solo dalla caduta della giunta a seguito del tradimento di novembre 2016 – di trasformazione della palazzina Liberty di via D’Avanzo in un ostello della gioventù.

Il futuro ostello della gioventù. Diciamo che ci si può lavorare…

In questo caso era già stato raggiunto l’accordo con la proprietà e si stava per procedere all’acquisto dell’immobile.

Cosa che si farà, poi, tra giugno e settembre prossimi, una volta ritornati a Palazzo Moroni.

Per continuare a cambiare la Stazione – la città – un passo per volta.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

 

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