Perché Il Mattino è di parte? Breve lezione di Economia

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Che il Mattino di Padova sia un giornale di parte, vabbè, si sapeva.

La sfrontata campagna elettorale che il quotidiano di via Tommaseo sta conducendo a favore del PD e contro tutti gli altri candidati a Palazzo Moroni, qui a Padova, è così evidente che non fa che confermare un dato di fatto già interiorizzato da tempo dai padovani.

L’aspetto interessante della questione – partendo da questo presupposto – non diventa tanto l’eticità della posizione che un giornale viene ad assumere nella quotidiana scelta tra informare i propri lettori o orientarne politicamente le coscienze, tra documentare i fatti o ricostruirli secondo la propria personale (e interessata) narrativa…

Il giusto punto di vista da assumere di fronte ad un fatto ovvio è quello opposto al consueto. Dunque cambiamo angolo d’osservazione e invece di domandarci se il Mattino (quotidiano di proprietà del gruppo editoriale L’Espresso, guidato niente meno che da Carlo de Benedetti – a proposito, è lui nell’immagine di copertina di quest’articolo)… invece di domandarci se il Mattino sia un giornale di parte, chiediamoci invece se gli converrebbe non esserlo.

Se il Mattino di Padova non fosse un quotidiano schierato con certi gruppi politico-economici, se le sue pagine non fossero dirette a portare voti a un determinato partito, che ne sarebbe del suo bilancio? Che consuntivo spunterebbe fuori a fine anno dalle penne dei suoi commercialisti?

Dunque, sappiamo che il Mattino vende mediamente sulle 30.000 copie quotidiane (approssimativamente. Non è la precisione che interessa qui, è il principio).

Da queste 30.000 copie ricava 39.000 euro (spicciolo più, spicciolo meno).

Non molto, è evidente, soprattutto se si considera che una inserzione pubblicitaria tra le sue pagine arriva a costare anche 1.000 euro per pagina (sempre cifre lorde) e che dunque l’introito maggiore risulti – come sempre – l’affitto delle proprie pagine ad inserzionisti, oltre naturalmente al capitale versato di tasca propria dai proprietari della rivista.

Ora, stando a questi numeri, si può serenamente concludere un fatto che era scontato in partenza, sì, ma non così ovvio: al Mattino di Padova non interessa vendere più copie di quelle attuali (copie che probabilmente riuscirebbe a piazzare se invece risultasse più obiettivo nella propria lettura dei fatti).

Il guadagno del Mattino non arriva da lì: viene, piuttosto, dalla vicinanza ad una cert’area poltica, che ha interesse economico indiretto a che una porzione significativa (per quanto non maggioritaria) del pubblico risulti politicizzata e informata in maniera parziale.

Si chiama economia di scala, bellezza.

O business, se preferisci.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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