Perché è importante votare. Perché è importante votare Bitonci

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Intanto è importante andare a votare.

Qui non si vota per il Parlamento o per il Consiglio dei Ministri: enti distantissimi dal vissuto quotidiano di ognuno.

Un sindaco prende decisioni sulla via in cui abiti, sulla strada che fai per andare al lavoro, sui locali del quartiere in cui esci alla sera con gli amici.

La politica locale condiziona le nostre vite in maniera tangibile ed è per questo che non possiamo delegare la scelta di un sindaco e della sua giunta.

Prendiamo una decisione, assumiamoci la responsabilità del nostro futuro, partecipiamo alla storia della nostra città.

E poi è importante votare bene, è importante votare Bitonci.

  • Perché la sua caduta è stata un vero e proprio golpe, mosso dai soliti poteri forti che – in questo caso specifico – avevano interesse a che il nuovo ospedale (un affare da centinaia di milioni di euro) si facesse dove dicevano loro e non dove era giusto farlo per la comunità (un terreno già di proprietà del Comune che ha così fatto risparmiare milioni di euro all’amministrazione).
  • Perché in due anni e mezzo ha fatto più di quanto il ventennio precedente (Zanonato-Destro) avesse prodotto: rotatoria della Stanga, calo dei reati sul territorio del 12%, chiusura del campo nomadi abusivo di Mortise, repressione dell’accattonaggio molesto, taglio di 19 milioni di euro di tasse per i padovani, il 95% delle case popolari assegnate ai padovani, chiusura della sala scommesse di Piazzale Stazione, restauro del Castello Carrarese, restauro delle mura cinquecentesche, Piazzale Boschetti che diventa il nuovo parco verde di Padova…
  • Perché ha detto no all’immigrazione incontrollata, no al degrado, no alla delinquenza.Ha fatto chiudere la Caserma Prandina e Casa Don Gallo che ospitavano i clandestini, ha fatto le barricate nei quartieri per dire no alla microaccoglienza diffusa che va a scapito dei residenti dell’Arcella, della Guizza, di Mortise, di Pontevigodarzere…
  • Perché, come ha detto recentemente Vittorio Tabacchi (imprenditore padovano, ex patròn della Safilo): “È onesto e fa quello che promette”.
  • Perché si è tagliato lo stipendio del 10% e ha eliminato tutte le auto blu volute da Zanonato, a spese del Comune.
  • Perché col taglio degli stipendi e delle inndennità suo e dei suoi assessori si sono risparmiati 141.000 euro, 93.000 dei quali sono andati agli anziani e ai disabili della nostra città e i restanti 48.000 verranno destinati ai padri padovani soli.
  • Perché prima del suo arrivo Padova era la città più tassata d’Italia, mentre oggi è quella con tassazione pro-capite più bassa di tutto il Veneto.
  • Perché ha prolungato l’orario di apertura dei locali del centro storico da mezzanotte alle 2.
  • Perché dal principio ha detto: “Prima i padovani” e così ha fatto: dando loro la precedenza nell’assegnazione di case popolari e nelle graduatorie delle scuole pubbliche. E così farà ancora.
  • Perché ha fatto chiudere – con ordinanze ultra-restrittive – le sale slot in giro per la città (Mortise, Stazione…).
  • Perché è rimasto tra la gente anche finita la campagna elettorale. Da sindaco ha dato vita a più di 20 incontri lungo tutti i quartieri, incontrando oltre 8.000 padovani.
  • Perché dall’altra parte c’è il cerchio magico: Zanonato-Destro-Bettin-Saia… un’accozzaglia di estremisti di destra e vecchie cariatidi della sinistra padovana, tutti legati dalla sete di potere e dai privilegi che questo comporta. Zanonato e Destro sono il passato che si ripropone ancora e ancora: sono gli ultimi vent’anni e più di cattiva amministrazione che ha generato le vie Anelli e i negozi del centro che chiudono per diventare garage e l’Arcella e Mortise che diventano ghetti e i locali del centro costretti chiudere a mezzanotte per lasciare la via libera agli spacciatori.
  • Perché Padova ha già perso troppo tempo e con lui può e deve recuperarlo.

-2 all’11 giugno. -2 a Bitonci Sindaco.

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