Padova è la sesta città più innovativa d’Italia

0
45

Padova è oggi la sesta città più innovativa d’Italia.

Nel primo trimestre del 2017, sono risultate infatti 175 le start up iscritte all’apposito registro del Ministero dello Sviluppo Economico: il numero più elevato mai fatto registrare nella nostra provincia e che ha portato Padova a competere con centri di dimensioni ben maggiori, come Roma, Torino, Napoli e Milano.

Quale l’origine di un simile successo?

Sicuramente un ruolo predominante l’ha avuto lo straordinario tessuto imprenditoriale che la città è riuscita a sviluppare negli ultimi sei decenni circa e che rende Padova, di fatto, la capitale economica del Nord-Est e forse dell’intero Paese.

Ma parte del merito va concesso senz’altro anche ad un’amministrazione (quella Bitonci) che ha favorito in ogni modo la produttività, l’innovazione, il commercio e lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi modi di fare impresa.

Oltre al progetto Padova Soft City, sviluppato nel corso dell’ultimo anno di legislatura e bloccato soltanto dalla caduta della giunta – a seguito del tradimento di novembre – e che mira ad uno sviluppo organico dell’area che va dalla stazione ferroviaria sino a Padova Uno (passando per via Tommaseo, via Venezia e la Stanga) destinata a divenire il nuovo polo economico-tecnologico padovano

Oltre a questo progetto c’è l’accordo raggiunto dal Comune con l’Enel per la realizzazione di infrastrutture in fibra ottica FTTH, che garantiranno alla città la banda ultralarga, di ultimissima generazione.

L’accordo risale all’ottobre 2016 e prevede investimenti per 35 milioni di euro – interamente a carico della società Enel Open Fiber.

Nelle parole di Matteo Cavatton, al tempo assessore con delega all’Innovazione:

Enel ha individuato Padova tra le città in cui il progetto avrebbe ottenuto ritorno migliore sul territorio.

Il nostro Comune è stato tra i primissimi ad avere aderito alla convenzione e riteniamo di avere colto un’opportunità che renderà la nostra città ancora più smart e avanzata da un punto di vista tecnologico.

Il Comune non avrà alcun onere economico, svolgerà semplicemente un ruolo di regia.

Allo scopo è stato anzi istituito ad hoc l’Ufficio del Punto unico di contatto (Puc) del Comune di Padova, a cui Enel Open Fiber deve di volta in volta presentare domanda di autorizzazione in relazione a ciascun progetto.

I lavori sono in corso e tra i punti su cui abbiamo particolarmente premuto, al momento dell’accordo, c’era quello della tutela ambientale: l’Enel dovrà riutilizzare quanto più possibile le infrastrutture già esistenti, riducendo così al minimo l’impatto dei cantieri di lavoro necessari”.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here