Nuova legge sulle case Ater: è un gomblotto!

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Girano volantini un filino tendenziosi in questi giorni, che sostengono che la nuova proposta di legge regionale sulle case popolari miri a privatizzare buona parte degli alloggi pubblici veneti, tra cui quelli padovani, logicamente.

Facciamo chiarezza dicendo subito che – per citare Fantozzi – questa teoria è proprio una cagata pazzesca.

Non è vero, insomma.

Intanto privatizzare un bene significa trasferirne la proprietà da un soggetto pubblico ad uno privato e questo assolutamente non è previsto dalla nuova proposta di legge.

Una cosa simile per altro non si potrebbe fare nemmeno volendo, perché risulterebbe contraria alle disposizioni legislative di natura generale.

Al contrario, la proposta di legge mira a migliorare il servizio e facilitare l’accesso alla casa alle fasce deboli della popolazione (anziani, genitori separati o soli con figli a carico, giovani e giovani coppie con figli…). E poi ad aumentare le risorse disponibili, in maniera da far crescere di pari passo il patrimonio pubblico (più case e case migliori).

In questo momento il contratto non è perpetuo e non lo sarà nemmeno con la nuova legge. Quello che si vuol fare è precisarne meglio i criteri, stabilendo una scadenza quadriennale al decorrere della quale sia possibile rinnovare la sottoscrizione per un ulteriore quadriennio e dopo quattro anni ancora e ancora… Il rinnovo avverrà al permanere dei requisiti richiesti.

In questo modo si riuscirà a garantire sempre l’accesso a chi ha più bisogno, senza creare delle piccole baronie sulle case Ater.

Resterà comunque garantita la permanenza delle persone in stato di bisogno, come nel caso degli anziani.

Il canone d’affitto verrà aggiornato annualmente.

Questo non per alzarne l’importo ogni primo gennaio, come sicuramente sosterrà qualche campione del complottismo… ma per variarne l’importo sulla base della dichiarazione ISEE che viene rinnovata appunto ogni 365 giorni. Se l’ISEE si abbassa, l’affitto cala; se le cose vanno meglio e l’ISEE si alza, cresce anche il canone di locazione.

Su richiesta della famiglia (difficoltà economiche improvvise) il canone può essere abbassato in qualunque momento (dopo una verifica, certo).

Gli sfratti ci saranno, ma non certo per vessare “l’esercito di riserva del proletariato” o per qualche forma di sadismo istituzional/capitalista…

Verrà sfrattato chi detiene l’immobile senza utilizzarlo, chi non ne ha cura, chi lo danneggia,  chi usa l’intero appartamento – o una sua parte – per trarne profitto, subaffittandolo, chi non paga reiteratamente il canone d’affitto.

Capito insomma? Le proposte di legge vanno lette con calma e magari anche un po’ di competenza, che non guasta mai.

Che poi va bene essere faziosi eh… la politica alla fine è anche tifo, è partigianeria e anche qui a Padova, quanti campanili ci sono?

Però c’è un limite, ci deve essere, se no invece che partigiani si finisce per essere disonesti.

E questo non lo vuole nessuno.

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