Massimo Bitonci + C.S.O. Pedro = Democrazia

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L’irruzione pacifica degli attivisti del Pedro nella sede elettorale arcellana di Massimo Bitonci, ha già fatto notizia.

Una cinquantina di ragazzi e ragazze del centro sociale occupato più noto di Padova si sono infatti presentati, nel primo pomeriggio di venerdì 7 aprile, nel quartiere generale del candidato sindaco di Padova, che domenica incontrerà il Segretario Nazionale della Lega, Matteo Salvini.

Gli attivisti, dopo un rapido scambio di battute, hanno consegnato un goliardico foglio di via, a Massimo Bitonci, da consegnare – assieme a una ruspetta di gomma – proprio al leader del Carroccio.

Una scena durata pochi minuti ma che ha rappresentato un vero trionfo della democrazia: persone divise in maniera probabilmente insanabile da visioni politiche differenti, che invece di insultarsi si confrontano faccia a faccia, in uno stesso spazio.

Del resto non è la prima volta che succede, in città, se è vero che già intorno al gennaio 2016 l’allora sindaco eletto Bitonci e i vertici del centro sociale si erano incontrati per risolvere congiuntamente alcune questioni rimaste in sospeso lungo tutto il ventennio precedente di amministrazione PD (con l’intermezzo di Giustina Destro, che comunque – si è visto in questa campagna elettorale – rientra ufficialmente nei ranghi della “sinistra democratica”).

Il cortile del Pedro, un filo spettinato

Questioni che riguardavano, naturalmente, la gestione dell’immobile occupato di via Ticino e i rapporti conseguenti del C.S.O. con l’amministrazione comunale.

All’epoca, Enrico Zulian, attuale (e nuova) guida del Pedro, aveva dichiarato: “Relativamente ad alcuni temi e decisioni ci continueremo a battere contro Bitonci.

Eppure gli va dato atto di aver fatto quello che il Partito Democratico per vent’anni non ha fatto, invece, preferendo non parlarci né considerarci. Il Pd ha sempre preferito rimanere sordo alle nostre istanze, costruire muri, emanare ordinanze sulla sicurezza, svuotare il centro storico dai giovani, non garantire le condizioni degne di accoglienza per i migranti. Proprio tutto quello che contesta adesso”.

All’interno più ordine forse, ma non meno revoluciòn

Massimo Bitonci, contemporaneamente, si era espresso così: “È vero, ho di recente incontrato i ragazzi del Pedro proprio vicino al centro sociale occupato. Abbiamo chiacchierato un po’ e ci siamo trovati d’accordo su molte cose. Capisco che questo fatto, cioè che un sindaco leghista cerchi un’intesa con un gruppo della sinistra estrema, possa dare fastidio a qualcuno, ma tant’è.

Nessuno scandalo. Le porte del Comune, come noto, sono aperte a tutti”.

Che poi ci sono quelli che dicono che Bitonci non ascolta e che ci vogliono pareti di vetro per Palazzo Moroni e che parlano e parlano e parlano…

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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