Ma chea bufala!

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Ieri, domenica 2 aprile, ricorreva il Fact-Checking Day, la giornata mondiale contro le “bufale” nell’informazione, promossa da vari enti privati internazionali, tra cui Google, American Press Institute e Poltitifact (qui il sito ufficiale dell’iniziativa: http://factcheckingday.com/).

Il fenomeno non è certo nuovo, se è vero che già ai tempi di Lucio Cornelio Silla e delle sue liste di proscrizione (circa 80 a. C.) c’era chi diffondeva false voci per screditare gli avversari politici, facendoli così arrestare o peggio.

Non è nuovo, ma è tornato di recente alla ribalta, a seguito della strategia comunicativa molto aggressiva messa in campo dal candidato alla presidenza Usa – oggi presidente eletto – Donald Trump e al ricorso disinvolto che nei mesi precedenti al voto ha fatto di notizie poco attendibili e spesso infatti smentite.

Dal momento che ormai grossa parte dell’opinione pubblica si documenta esclusivamente attraverso Facebook ed altre piattaforme virtuali e scarsamente controllabili, il fenomeno ha assunto una rilevanza enorme ed ha fatto il proprio ingresso anche sulla scena politica nostrana.

Qui a Padova – ad esempio – sono molte le false notizie messe in piedi e dalla stampa “di partito” e da alcuni candidati sindaci che predicano correttezza e poi razzolano veleno.

Di seguito alcune tra le più gravi, seguite dalla realtà dei fatti.

  • “L’amministrazione Bitonci ha perso i 60 milioni di finanziamento nazionale sulla nuova linea del tram. I 60 milioni sono ancora recuperabili e, se vincerà, il PD li userà per realizzare il progetto”: già nel 2014 – con Ivo Rossi ancora reggente a Palazzo Moroni – l’allora Ministro dei Trasporti, Lupi, avvisò che quei soldi non c’erano più. Il modello di tram importato a Padova, per altro, è talmente datato da essere stato messo fuori produzione.

Invece di mettere sottosopra la città un’altra volta e spendere decine di milioni dei contribuenti, Bitonci ha in mente di realizzare le linee 2 e 3 del tram attraverso degli autobus elettrici che corrano su corsie preferenziali, spendendo 1/5 della cifra prevista per il tram (20 milioni di euro invece di 100) ed andando incontro ad una tendenza che parte dalle principali (e smart) metropoli europee.

  • “L’amministrazione Bitonci ha perso i 18 milioni del bando nazionale sulla riqualificazione delle periferie”: questa forse è la più assurda, perché l’amministrazione Bitonci quei 18 milioni li ha vinti eccome! Saranno destinati alla completa ristrutturazione degli 11 km della cinta muraria del ‘500 (da anni e anni abbandonata all’incuria) e a quella del Castello Carrarese di Piazza Castello, oggi chiuso al pubblico e che invece diventerà una nuova piazza di Padova, aperta a tutti i cittadini.

    Alzi la mano chi non aveva mai visto il cortile del Castello carrarese
  • “Anche se non ha responsabilità dirette nella sua installazione, l’Amministrazione Bitonci non ha fatto niente per spostare la maxi antenna di Terranegra”: Bitonci da sindaco era riuscito a trovare un terreno gratuito su cui spostare l’antenna (terreno in area Zip, zona industriale). Ad impedirne lo spostamento gli alti costi dell’operazione, che i proprietari dell’antenna non si vogliono sobbarcare, oltre agli interessi privati di chi quel terreno lo ha concesso in affitto, ossia Dino Scantamburlo, presidente della SPES e già membro del PD padovano.

    Per essere brutta è brutta…
  • “L’amministrazione Bitonci ha pensato solo a tagliare alberi e a far aumentare il traffico privato di auto”: come testimoniato da un articolo di Mauro Giacon (Il Gazzettino, 29 marzo 2017), nei due anni e mezzo di amministrazione Bitonci, i nuovi alberi piantati sono stati 3485, quelli tagliati 2406. Gli alberi piantati sono dunque oltre mille in più di quelli abbattuti.

Inoltre una ricerca di Euromobility, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente, ha posto Padova al 5° posto assoluto tra le 50 principali città italiane, per livello di mobilità sostenibile.

Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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