La ex Caserma Prandina diventa un grande parcheggio per i padovani

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Parcheggiare, a Padova, è complicato.

Lo era ieri, lo è oggi e l’unica maniera per far sì che non lo sia anche domani è cambiare il modo di muoversi dei padovani.

Cosa significa questo?

Dato che buona parte degli spostamenti (la mattina come la sera, i giorni feriali come quelli festivi) hanno luogo dalla cintura esterna verso il centro storico, è necessario potenziare e rendere finalmente efficace il sistema di trasporto pubblico – da una parte – e creare più parcheggi alle porte del centro – dall’altra.

In questa maniera si toglieranno le macchine dalle strade, rendendo più snello il traffico (e più pulita l’aria) e si permetterà a tutti di raggiungere in maniera più semplice e rapida il centro storico.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico si è già parlato tra queste pagine del progetto di conversione totale dei mezzi pubblici dalla benzina all’elettrico, prospettato dall’amministrazione Bitonci; per i posteggi, invece, il progetto più importante è quello di un grande parcheggio alla ex Caserma Prandina.

La Prandina (oggi sgomberata, ma a rischio costante di nuove assegnazioni di clandestini da parte del governo centrale) offre uno spazio enorme e strategico, da sfruttare appunto per rendere più sostenibile la mobilità cittadina.

Rappresenta uno spazio, insomma, che per svariate ragioni (sicurezza, riqualificazione urbana, mobilità, appunto…) non ci si può più permettere di lasciare inutilizzato.

Bus navetta faranno la spola tra il nuovo parcheggio Prandina e le varie zone del centro storico, correndo su corsie preferenziali (ove possibile) e permettendo a lavoratori e non di raggiungere rapidamente la propria destinazione.

Il progetto è già stato approvato dalla giunta Bitonci e verrà presto finanziato e realizzato, dopo il voto dell’11 giugno per il nuovo sindaco della città. Il costo complessivo dell’operazione sarà di circa 1 milione di euro, per la realizzazione di almeno 1.000 posteggi, tra auto e pullman.

I padovani stanno cambiando sempre più in fretta, noi, ora, dobbiamo pensare a cambiare Padova.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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