Il brusco risveglio

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La campagna elettorale è finita, andate in pace.

È adesso che si scoprono le reali intenzioni, le vere verità, lo stato delle cose.

Passati i sorrisi, spenti i proclami, rinfoderate le strette di mano più calde e appassionate, i pensieri scivolano nel dimenticatoio e l’unica cosa che resta sono le azioni.

“Le tue azioni parlano così forte che non riesco a sentire quello che dici” scrisse una volta Ralph Waldo Emerson, figura eminente e un po’ trascurata della letteratura americana.

Puro vangelo.

Nel gennaio di quest’anno, quando la candidatura di Giordani a sindaco di Padova era ormai solo questione di annunci ufficiali, Massimo Bitonci parlò dalle colonne del Corriere del Veneto, accusando lo stesso Giordani di essere uomo dell’Aspiag-Despar e di candidarsi solo per interessi commerciali e immobiliari.

Che il neo-sindaco fosse stato – in passato – presidente della catena di supermercati non era un mistero nemmeno allora, ma la replica (legittima) non tardò comunque ad arrivare.

Eccola: “Non entro neppure nel merito del suo processo alle mie intenzioni, perché semmai parleranno i programmi e le azioni, che comunque non andranno certo nella direzione da lui paventata: Padova ha già sufficienti centri commerciali e non necessita di altri, come potrebbe succedere, per gli “errori”, spero in buona fede, commessi nell’approvazione del Piano del Commercio dalla amministrazione Bitonci.
Tuttavia una precisazione mi pare doverosa: non sono amministratore e neppure socio di Aspiag da circa 20 anni, quindi non ho alcun interesse in quella azienda; se accetterò la candidatura, un minuto prima mi dimetterò dalla presidenza di Interporto e l’unico interesse personale che avrei sarebbe di godermi, nel poco tempo libero dagli impegni, la mia famiglia e i frutti che il lavoro negli anni mi ha consentito di acquisire”.

Giordani è sindaco da nemmeno tre giorni ed ecco che i pensieri si trasformano già – dannunzianamente – in azioni, però: è notizia di oggi, infatti, che il Punto G. di Piazza della Frutta (suo quartier generale durante la campagna), offertogli gratuitamente in uso dall’amico imprenditore Samtov Shamouni, diventerà a brevissimo un supermercato… Despar!

Che poi uno può dire che sia un pensiero malizioso quello che lega un fatto simile all’elezione dell’ex patròn del Calcio Padova…

Uno può sostenere che un supermercato lì serviva eccome (d’altronde ce n’è solo un altro – sempre Despar – a trenta metri, in Galleria Ezzelino; un altro in Piazza delle Erbe; un altro in Piazzetta Garzerie, di fronte al Pedrocchi; un altro in via San Francesco, di fianco alla tomba di Antenore)…

Uno può ignorare il fatto che durante la campagna si fosse giurato e spergiurato di proteggere il commercio locale dalla grande distribuzione…

Uno può dire quello che vuole…

Ma poi, quello che resta, sono le azioni.

 

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