Idrovia Padova-Mare: le idee di Bitonci per la nuova via commerciale del Nord-Est

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Qual è la posizione di Massimo Bitonci sul completamento dell’idrovia Padova-Venezia?

Molto positiva.

Può essere una soluzione efficace sia dal punto di vista turistico-commerciale che di difesa idraulica.

Quale dovrebbe essere la sua natura? Immagina una semplice via fluviale o crede che potrebbe assumere anche caratteristiche di scolmatore (diminuendo così il rischio di esondazioni)?

Credo appunto sia importante rendere l’idrovia transitabile – sia da parte di natanti commerciali che turistici – ma di dare anche all’opera carattere di scolmatore, per far fronte efficacemente alle sempre più frequenti esondazioni fluviali nel nostro territorio.

Per quanto riguarda la transitabilità fluviale penso a quanto traffico su ruota (e relativo inquinamento) un’idrovia Padova-Venezia perfettamente funzionante riuscirebbe a togliere dalle nostre strade.

L’idrovia partirebbe dall’Interporto di Padova e terminerebbe al Porto di Venezia, la cui autorità competente intende creare un’intesa con il Porto di Trieste.

Padova-Venezia-Trieste costituirebbero un polo di straordinaria importanza commerciale nell’Adriatico.

Senza trascurare l’aspetto turistico: i centri europei più evoluti stanno puntando moltissimo sul turismo fluviale, lento e sostenibile, con percentuali di indotto derivante in continua crescita.

Di recente, l’allora Commissario ai Trasporti dell’UE, Siim Kallas, ha auspicato il potenziamento delle vie navigabili interne in Europa, presentando al contempo un piano che si propone di far crescere gli spostamenti per via navigabile e ferroviaria sino al 50% del totale.

Per questo intendiamo puntare al recepimento di fondi europei per finanziare il completamento dell’opera, la cui realizzazione si aggira intorno ai 100 milioni di euro e che dunque non può essere sostenuto dalla sola amministrazione comunale.

Esistono alcuni progetti correlati all’idrovia: ferrovia, elettrodotto, scolmatore, camionabile. Qual è la sua posizione in merito?

Per me è importante che il tutto risulti il più eco-compatibile possibile e che l’opera appunto contribuisca anche a diminuire porzioni importanti di inquinamento atmosferico.

Dunque:

  • asse ferroviario: va implementato;
  • elettrodotto: lo vorrei sotterraneo, decisamente non aereo. Questo sia per ragioni di salute pubblica che estetiche;
  • scolmatore: l’ho detto prima, sono assolutamente d’accordo;
  • camionabile: no, non è necessaria e con me non si farà.

Ad ogni modo credo che si dovrebbe creare un comitato per discutere di tutto questo con i residenti delle aree interessate e con dei tecnici, prima di decidere.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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