Da Padova alla Sicilia: tutti uniti contro la mafia

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Oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera, ricorre la XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Un giorno solo, quando ogni singola casella del calendario andrebbe dedicata alla lotta contro la mafia, all’impegno democratico, al ricordo dei Falcone, dei Borsellino, degli Impastato e dei tanti, troppi altri – meno celebri, altrettanto illustri – che hanno pagato con la vita il proprio impegno per la legalità.

Un giorno solo, sì, ma un giorno importante.

Mentre all’estero troppe volte il nostro Paese viene associato per intero al concetto di mafia, in Italia sono invece piuttosto diffuse specificazioni geografiche e distinguo vari: la mafia sta al sud – si dice – qui al nord non ce n’è.

Ora, un grande uomo di lettere del nostro tempo, Leonardo Sciascia – che nei suoi scritti si occupò sempre di mafia, di mafie – espresse nel 1970 un pensiero che suona ancora oggi estremamente attuale e che si riporta qui di seguito:

Secondo una teoria geologica, per il riscaldamento del pianeta la linea di crescita delle palme sale verso il nord di un centinaio di metri all’anno. Per questo motivo, fra un certo numero di anni, vedremo nascere le palme anche dove oggi non esistono.

Anche la linea della mafia sale ogni anno. E si dirige verso l’Italia del nord. Tra un po’ di anni la vedremo trionfare in posti che oggi sembrano al riparo da qualsiasi rischio. E anche al nord la mafia avrà gli stessi connotati che oggi ha in Sicilia.

Qui da noi il mafioso si è mimetizzato dentro i gangli del potere. Una volta in Sicilia c’erano due Stati, adesso non ci sono più. Quello della mafia è entrato dentro l’altro. Un sistema dentro il sistema. Ha vinto il sistema di Cosa Nostra: più rozzo, più spregiudicato, più violento. E vincerà anche al nord”.

Non possiamo far finta di nulla, voltarci dall’altra parte, illuderci che il problema non ci riguardi soltanto perché fatichiamo a vederlo con chiarezza.

La mafia può assumere innumerevoli forme e riesce a sopravvivere in ogni ambiente soltanto grazie alla tacita acquiescenza delle persone, della società civile.

Non commettiamo mai l’errore di accettarla, di tollerare una qualsiasi forma di illegalità, di furberia, di prepotenza.

Non pensiamo mai di non essere abbastanza forti da non poter cambiare lo stato delle cose.

Basta poco ogni giorno; certe volte basta solo un no.

                                                                                      – Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

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