Cosa si sono detti Bitonci e Zaia quando nessuno sentiva

0
3913

Bella la visita del Governatore, Luca Zaia, a Massimo Bitonci; bellissima.

C’erano i padovani, le bandiere, el Leòn che sventolava col suo marciano vangelo… c’erano i battimani e i piedi che scalpicciavano impazienti, c’era il brusio di sottofondo, c’erano le ciacole, c’erano i sorrisi dei commercianti, le strette di mano, chi si fermava incuriosito, chi scattava foto…

S’è parlato, col microfono che gracchiava un po’, col volume forse troppo basso, che nelle ultime file non si sentiva tanto, ma va bene; anche cogliere una parola ogni tre non è male se a parlare sono Bitonci e Zaia, insieme, in Piazza delle Frutta.

C’era la sensazione di trovarsi in un posto importante, in un momento importante, con due figure grandi della politica, di cui un giorno ci ricorderemo con una certa reverenza, parlandone come dei De Gasperi e dei Pertini e dei Craxi e dei Bossi… personaggi che magari possono non piacere – per carità – ma che indubbiamente sono stati centrali (e in certi casi anche rivoluzionari) per la politica italiana.

Si è parlato di Padova, naturalmente e il Governatore ha speso parole al miele per il suo candidato sindaco, Massimo Bitonci: “Queste elezioni non dovrebbero nemmeno tenersi, perché c’erano già state tre anni fa e lui le aveva vinte. Aveva il diritto di governare e lo ha ancora. I padovani lo riconosceranno”.

Si è parlato del Veneto, col referendum sull’autonomia del 22 ottobre: “L’autonomia non arriverà domani, ma se tanti veneti vanno a votare e poi vinciamo il referendum, allora comincia un percorso importante in questa direzione”.

Si è parlato di sicurezza e di antirazzismo, con la vicenda della foto di Zaia con un calciatore di colore che tiene banco nella pochezza miseranda del dibattito pubblico nostrano.

Ma poi c’è stato un momento che secondo me è il più bello e importante di tutta la giornata e che è sfuggito ai più.

È stato quando, dopo aver parlato con un commerciante di Piazza delle Erbe (nel giro trionfale che Bitonci e Zaia si sono concessi attorno e sotto al Salone)… dopo avergli parlato, Zaia si è chinato verso l’orecchio di Bitonci e gli ha sussurrato una cosa.

Io ero lì, a un metro appena, neanche, e ho sentito tutto.

Gli ha detto: “Massimo, questa gente si fida di te, te ne rendi conto? Sei la loro ultima speranza, non li deludere mai”.

Bitonci ha fatto una faccia seria ed ha annuito.

Poi i due sono stati risommersi dalla folla, la calca, le foto, i cori, i sorrisi… e l’attimo è svanito, le parole sfumate, ma la promessa… quella no.

Quella resta, non passa, non passa mica.

– Ufficio Stampa di Massimo Bitonci

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here